Archivio per la categoria reporter

L’ultima foto di Remi

E’ stato ucciso oggi in Siria durante i bombardamenti. Remi Ochlik, 28 anni, fotografo free-lance per diverse testate tra cui Le Monde, Paris MatchTime Magazine The Wall Street Journal, era nato a Thionville, nell’est della Francia. L’anno scorso ha vinto il Gran Prix Photo Jean-Louis Calderon per tre fotoreportage. Lo scorso 10 febbraio, Ochlik era tra i vincitori del World Press Photo, il più prestigioso premio di fotogiornalismo, per una foto scattata in Libia durante la rivoluzione: questa. Pubblicarla è il miglior omaggio.

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Quattro giornalisti italiani sequestrati

Sono stati liberati i quattro giornalisti italiani sequestrati mercoledì mattina in Libia. Sarebbero stati portati prima in un garage con una piccola finestrella e poi in una casa privata a Tripoli e da qui rilasciati e accompagnati nella zona in mano ai ribelli. Nei momenti del sequestro i giornalisti sono stati malmenati e rapinati di tutto: passaporti, computer, denaro e telefoni satellitari. Il loro autista è stato assassinato davanti ai loro occhi. Giuseppe Sarcina, inviato del Corriere della Sera, ha evidenti ferite al volto. Mercoledì mattina prima di mezzogiorno l’altra inviata del Corriere, Elisabetta Rosaspina, è riuscita a chiamare il direttore Ferruccio de Bortoli dando la notizia della loro liberazione e ha subito rassicurato che stanno tutti bene: «Sono stati momenti difficili e concitati, ma stiamo bene». La giornalista ha ricordato l’autista: «Noi siamo liberi, è finita bene, ma ci porteremo per sempre dentro la ferita per la morte del nostro autista». articolo

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Morte di un fotoreporter

Erano le 23 di giovedì 19 maggio quando sul profilo Facebook dedicato alla liberazione di Anton Hammerl  è apparso questo post. Alle 10:00 CET (11:00 ora SA), di questa sera, abbiamo ricevuto una notizia devastante per quanto riguarda Anton Hammerl. Il 5 aprile 2011 Anton è stato ucciso dalle forze di Gheddafi in una posizione estremamente remota del deserto libico. Secondo testimoni oculari, aveva riportato ferite tali che non sarebbe potuto sopravvivere senza cure mediche. Le parole non bastano per descrivere il trauma incredibile che la famiglia Hammerl sta attraversando. Dal momento in cui Anton è scomparso in Libia, abbiamo vissuto nella speranza, i funzionari libici ci hanno assicurato che avevano Anton. E’ intollerabile, crudele, che i lealisti di Gheddafi conoscessero il destino di Anton da tutto questo tempo e abbiano deciso di tenerlo nascosto. Grazie mille per il vostro amore e sostegno. La famiglia Hammerl”. Anton Hammerl lascia la moglie Penny Sukraj e due figli Neo e Aurora. I testimoni oculari di cui parla la nota sono i tre giornalisti assieme ai quali si pensava ci fosse anche Hammerl, arrestati il 5 aprile e liberati dalle forze lealiste il 18 maggio. Una volta arrivati in Tunisia, giovedì sera, James Foley e Chiara Morgana Gills, si sono messi in contatto telefonico con la moglie di Hammerl e le hanno riferito l’accaduto. Secondo il loro racconto le autorità libiche erano consapevoli fin dall’inizio della morte di Hammerl. Quando sono fintii sotto il fuoco delle forze governative, Anton Hammerl è rimasto gravemente ferito con dei colpi allo stomaco.Raggiunti dai militari i giornalisti sono stati tratti in arresto. Hammerl in quel momento era rimasto a terra in una pozza di sangue. Il Ministro degli Esteri sudafricano Maite Nkoana-Mashabane ha espresso il suo disappunto  per il comportamento del governo libico. Era stato lo stesso Gheddafi a rassicurarli sulla sorte di Hammerl. fonte  Dall’inizio della rivolta, sono 7 i giornalisti morti in Libia. 12 marzo: Ali Hassan Al-Jaber (Qatar) – 18 marzo: Mohammed al-Nabbous – 20 aprile: Tim Hetherington (Gran Bretagna) e Chris Hondros (Stati Uniti) – 12 maggio: PeshawarAli al-Graw e Ismail al-Sharif – 20 maggio: Anton Hammerl (Sudafrica).

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