Bengasi e il fondamentalismo

Eccola la nuova Libia che somiglia tanto alla vecchia. Il 17 febbraio di due anni fa a Bengasi fu assaltato il consolato italiano per la maglietta blasfema di Calderoli che provocò l’anno scorso, nel primo anniversario, la scintilla di quella che poi sarebbe diventata la rivolta. Stavolta è stato attaccato pesantemente il consolato americano, sempre a Bengasi, pare per un film blasfemo. Ma l’attacco è stato così violento da uccidere quattro persone, ambasciatore compreso, segno intanto di una presenza fitta di integralisti islamici, ma anche di elementi di al Qaeda visto che fra le ipotesi c’è anche la vendetta per la morte di un terrorista. Una volta c’era Gheddafi ad arginare in qualche maniera la deriva fondamentalista. Adesso che non c’è più, che hanno vinto loro, quelli della Cirenaica non ci sono più freni. Il paradosso è che è stato proprio l’Occidente ad aiutarli insieme al Qatar che non vede l’ora di esaltare l’Islam. L’ennesimo errore. 

(Per chiarire: gli “afghani” durante la rivolta li ho visti con i miei occhi)

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  1. #1 di pinoscaccia il settembre 12, 2012 - 2:38 pm

    (ANSA) – La morte dell’ambasciatore Usa ieri nell’assalto a Bengasi è “una reazione della milizia Ansar Al-Sharia alla conferma della morte di Abu al-Libi”, numero 2 di Al Qaida, arrivata ieri da Ayman al Zawahiri. Lo affermano siti qaidisti. Il 5 giugno gli Usa avevano confermato la morte. La sera una bomba è esplosa proprio alla sede Usa a Bengasi.
    Alcuni testimoni che hanno chiesto l’anonimato hanno riferito di aver notato numerosi membri della milizia islamica Ansar Al-Sharia tra i dimostranti, e secondo fonti concordanti, i violenti scontri a fuoco sono andati avanti per diverse ore, almeno tre. La milizia è nota perché è attiva nella regione, qualche volta ha tentato raid dimostrativi nel centro della città, incontrando però la ferma ostilità della popolazione e delle altre milizie armate del dopo-Gheddafi. Scorrazzano nelle zone desertiche a sud, dove i miliziani sono stati protagonisti di numerosi atti di intimidazione anche ai danni di cittadini italiani.

  2. #2 di irisilvi il settembre 13, 2012 - 11:08 am

    Come l’occidente abbia potuto, ancora una volta, non rendersi conto(?) che la situazione in Libia era sfuggita di mano … Tutti presi dalla congiuntura europea, internazionale, si e’ voluto dimenticare uno dei focolai attualmente più pericolosi. Ed Obama ora che fa? Manda navi e droni…. Tutto troppo simile, troppo facile e troppo vicino a date infernali. Chissà se le politiche locali ed internazionali riusciranno a farsi carico di una simile situazione, se i nostri politici hanno capito che la Libia e’ qui, davanti a noi.

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