Archivio per settembre 2012

Chiudere la bocca di Gheddafi

Adesso viene fuori una “verità” che ben conoscevano, o intuivano, tutti quelli che hanno frequentato la Libia durante la rivolta. Cioè Gheddafi ucciso da un agente francese, non certo dagli “shabab”. C’è sempre stata in effetti confusione nella ricerca del killer del dittatore, come c’è stata sorpresa per quell’esecuzione così repentina contro le disposizioni del nuovo organismo politico che chiedeva invece la cattura del raìs per poterlo processare davanti al popolo e chiudere così quarant’anni di regime. Ora i protagonisti della svolta cominciano a raccontare l’intenzione francese di liquidare immediatamente il passato per coprire magari i milioni di dollari ricevuti da Sarkozy per la campagna elettorale. Tutto ampiamente previsto. La novità forse è solo una: che a vendere Gheddafi è stato Assad in cambio dell’appoggio durante la repressione siriana. Da Damasco arrivò agli agenti francesi il numero del satellitare con cui il raìs si teneva in contatto con i fedelissimi durante la fuga nel deserto proprio in direzione della Siria: fu facile localizzarlo e farlo fuori. Ecco perchè gli aerei mandati da Parigi hanno bombardato Tripoli prima della risoluzione dell’Onu, ecco perchè a Bengasi sventolava la bandiera francese. Quando dico che i risvolti della cosidetta “primavera araba” sono ancora tutti da decifrare capite perchè. E quanto sia sporca la politica.

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Bengasi e il fondamentalismo

Eccola la nuova Libia che somiglia tanto alla vecchia. Il 17 febbraio di due anni fa a Bengasi fu assaltato il consolato italiano per la maglietta blasfema di Calderoli che provocò l’anno scorso, nel primo anniversario, la scintilla di quella che poi sarebbe diventata la rivolta. Stavolta è stato attaccato pesantemente il consolato americano, sempre a Bengasi, pare per un film blasfemo. Ma l’attacco è stato così violento da uccidere quattro persone, ambasciatore compreso, segno intanto di una presenza fitta di integralisti islamici, ma anche di elementi di al Qaeda visto che fra le ipotesi c’è anche la vendetta per la morte di un terrorista. Una volta c’era Gheddafi ad arginare in qualche maniera la deriva fondamentalista. Adesso che non c’è più, che hanno vinto loro, quelli della Cirenaica non ci sono più freni. Il paradosso è che è stato proprio l’Occidente ad aiutarli insieme al Qatar che non vede l’ora di esaltare l’Islam. L’ennesimo errore. 

(Per chiarire: gli “afghani” durante la rivolta li ho visti con i miei occhi)

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