Islamisti contro liberali: è scontro sulla nuova Libia

A tarda sera le raffiche di mitra dei ragazzi della rivoluzione echeggiano nelle strade di Tripoli, messaggi sonori per ribadire la presenza delle truppe dei liberatori. Molti arrivano da Misurata, la città che dopo settimane di duro assedio fu liberata il 23 aprile scorso e segnò, in quanto grande centro della Tripolitania, un punto di svolta per la capitolazione di Gheddafi. Da Misurata l’avanzata dei ribelli è proseguita verso Tripoli, liberata lo scorso 21 agosto. Molti dei ragazzi che presidiano i check point della capitale e ogni sera fanno caroselli celebrativi con le auto, sparando raffiche di mitra in aria, vengono proprio da Misurata e dai centri dell’interno. Rivendicano con la loro presenza un ruolo da protagonisti nella Libia libera dal regime, rappresentano sul terreno gli scontri di forza in seno alla battaglia politica per la formazione del governo centrale.   (…) Liberali contro islamisti, tensioni regionali, rivalità tribali, ambizioni personali o economiche, visti i profitti del petrolio libico, rischiano di complicare e rallentare la normalizzazione della Libia. L’incertezza è comprensibile data la guerra ancora in corso e gli oltre 40 anni di regime sofferti dalla Libia, ma contrasta con le fiduciose aspirazioni della gente, con l’impegno capillare per sostenere i feriti e le famiglie delle vittime, con le bandiere della nuova Libia che sventolano ovunque. Anzi, le bandiere della “Libia libera”, come tengono a sottolineare tutti con orgoglio nazionale. I libici rivogliono le loro tradizioni e la loro identità culturale, oppresse dal culto della personalità di Gheddafi. Non vogliono novità eclatanti, chiedono piuttosto di poter essere se stessi e non i burattini del colonnello. segue su La Repubblica  Infatti, non sono più i burattini del colonnello ma di Sarkozy (e gli altri). Sono tornati, insomma, ad essere una colonia. Con i “padroni” non più libici, come una volta. Violenti scontri a Sirte

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