Archivio per agosto 2011

Sono tre contractors?

 

La strana presenza di tre italiani in Libia

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La nipotina del raìs

Aisha Gheddafi, unica figlia del Colonnello, ha partorito una bambina in Algeria. Lo riferiscono le autorità di Algeri, precisando che la donna ha dato alla luce una bambina. Soprannominata la Claudia Schiffer del deserto, Aisha – insieme con i fratelli Mohammed e Hannibal e la madre Safiya – aveva passato il confine lunedì, trovando rifugio nel paese. «Madre e figlia stanno bene», ha riferito un funzionario del governo algerino.Non è chiara anora la sorte degli altri figli del Colonnello. Nel corso di una conferenza stampa la Nato ha detto che «non è a conoscenza» dei movimenti di Gheddafi e non ha informazioni particolari sulla sorte del figlio del Colonnello, Khamis. Lo ha detto un portavoce della missione militare Unified Protector definendo «voci» i rapporti che indicano che Khamis sia morto in un raid della Nato. «La conclusione della missione Nato non si basa sulla cattura o meno di Gheddafi, ma sulla valutazione del livello di minaccia nei confronti dei civili» ha aggiunto il portavoce dell’Alleanza atlantica.

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Quattro giornalisti italiani sequestrati

Sono stati liberati i quattro giornalisti italiani sequestrati mercoledì mattina in Libia. Sarebbero stati portati prima in un garage con una piccola finestrella e poi in una casa privata a Tripoli e da qui rilasciati e accompagnati nella zona in mano ai ribelli. Nei momenti del sequestro i giornalisti sono stati malmenati e rapinati di tutto: passaporti, computer, denaro e telefoni satellitari. Il loro autista è stato assassinato davanti ai loro occhi. Giuseppe Sarcina, inviato del Corriere della Sera, ha evidenti ferite al volto. Mercoledì mattina prima di mezzogiorno l’altra inviata del Corriere, Elisabetta Rosaspina, è riuscita a chiamare il direttore Ferruccio de Bortoli dando la notizia della loro liberazione e ha subito rassicurato che stanno tutti bene: «Sono stati momenti difficili e concitati, ma stiamo bene». La giornalista ha ricordato l’autista: «Noi siamo liberi, è finita bene, ma ci porteremo per sempre dentro la ferita per la morte del nostro autista». articolo

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