Archivio per maggio 2011

Ancora bombe su Tripoli

Una forte esplosione è stata udita questa mattina nel centro di Tripoli nel quartiere dove si trova la residenza del colonnello Muammar Gheddafi.La Nato compie regolarmente raid sulla capitale libica durante la notte, ma di giorno gli attacchi sono rari. L’esplosione è stata sentita intorno alle 10:0 0 locali (stessa ora in Italia) e poco dopo dalla zona si è innalzata una colonna di fumo bianco. Il raid, secondo quanto riferisce un giornalista dell’Afp, avrebbe avuto come obiettivo una caserma della guardia popolare, vicino alla residenza di Gheddafi, presa di mira da quattro giorni dai raid dell’alleanza. Nei giorni scorsi la Nato aveva affermato di voler colpire un deposito di veicoli militari. L’Unione Africana ha chiesto oggi alla Nato di cessare i suoi bombardamenti in Libia al termine di un mini vertice sulla questione ad Addis Abeba. Lo ha annunciato il commissario alla pace e alla sicurezza dell’Ua Ramtane Lamamra.

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Morte di un fotoreporter

Erano le 23 di giovedì 19 maggio quando sul profilo Facebook dedicato alla liberazione di Anton Hammerl  è apparso questo post. Alle 10:00 CET (11:00 ora SA), di questa sera, abbiamo ricevuto una notizia devastante per quanto riguarda Anton Hammerl. Il 5 aprile 2011 Anton è stato ucciso dalle forze di Gheddafi in una posizione estremamente remota del deserto libico. Secondo testimoni oculari, aveva riportato ferite tali che non sarebbe potuto sopravvivere senza cure mediche. Le parole non bastano per descrivere il trauma incredibile che la famiglia Hammerl sta attraversando. Dal momento in cui Anton è scomparso in Libia, abbiamo vissuto nella speranza, i funzionari libici ci hanno assicurato che avevano Anton. E’ intollerabile, crudele, che i lealisti di Gheddafi conoscessero il destino di Anton da tutto questo tempo e abbiano deciso di tenerlo nascosto. Grazie mille per il vostro amore e sostegno. La famiglia Hammerl”. Anton Hammerl lascia la moglie Penny Sukraj e due figli Neo e Aurora. I testimoni oculari di cui parla la nota sono i tre giornalisti assieme ai quali si pensava ci fosse anche Hammerl, arrestati il 5 aprile e liberati dalle forze lealiste il 18 maggio. Una volta arrivati in Tunisia, giovedì sera, James Foley e Chiara Morgana Gills, si sono messi in contatto telefonico con la moglie di Hammerl e le hanno riferito l’accaduto. Secondo il loro racconto le autorità libiche erano consapevoli fin dall’inizio della morte di Hammerl. Quando sono fintii sotto il fuoco delle forze governative, Anton Hammerl è rimasto gravemente ferito con dei colpi allo stomaco.Raggiunti dai militari i giornalisti sono stati tratti in arresto. Hammerl in quel momento era rimasto a terra in una pozza di sangue. Il Ministro degli Esteri sudafricano Maite Nkoana-Mashabane ha espresso il suo disappunto  per il comportamento del governo libico. Era stato lo stesso Gheddafi a rassicurarli sulla sorte di Hammerl. fonte  Dall’inizio della rivolta, sono 7 i giornalisti morti in Libia. 12 marzo: Ali Hassan Al-Jaber (Qatar) – 18 marzo: Mohammed al-Nabbous – 20 aprile: Tim Hetherington (Gran Bretagna) e Chris Hondros (Stati Uniti) – 12 maggio: PeshawarAli al-Graw e Ismail al-Sharif – 20 maggio: Anton Hammerl (Sudafrica).

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La rivolta vista da vicino

So perfettamente, giuro, che non si inizia mai con il gerundio, ma mi viene spontaneo cominciare così.  Mettendo insieme parole su parole, ho appena concluso anche quello che dovrebbe intitolarsi “Shabab”. Un instant-book sulla rivolta in Libia vista da vicino. Lo ammetto, sto esagerando ma ho imparato da tempo che l’energia, quando c’è, va sfruttata (perchè poi magari capita che non c’è). Due libri praticamente contemporanei che dovrò gestire di fatto insieme nella necessaria promozione (con conseguente giro d’Italia).  segue

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