La Nato non si scusa

La Nato non ha intenzione di chiedere scusa ai ribelli per gli incidenti che a Brega hanno provocato la morte di diversi insorti sotto il «fuoco amico» dei raid aerei dell’Alleanza. Lo ha detto l’ammiraglio Russell Harding, vice comandante dell’operazione Unified Protector condotta dalla Nato in Libia, in un incontro stampa tra Bruxelles e Napoli. «Non voglio chiedere scusa per le morti di civili per due motivi – ha puntualizzato Harding -: primo perché vedendoli dall’alto non possiamo identificare di che natura siano i mezzi e secondo perché vedendo quei veicoli che si spostavano avanti e indietro potevamo presupporre che fossero di forze leali al colonnello Gheddafi». Poco prima Harding aveva detto che i raid compiuti ieri dalla Nato in Libia potrebbero aver ucciso diversi civili.

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  1. #1 di pinoscaccia il aprile 8, 2011 - 9:41 pm

    Insorti libici hanno dipinto il tetto dei loro veicoli di un rosa brillante per evitare altre vittime di fuoco amico dopo che un raid aereo della Nato ha ucciso ieri cinque di loro. L’attacco ha colpito una colonna di tank di ribelli che avanzava verso Brega.
    Giorni prima un altro raid dell’Alleanza atlantica aveva ucciso 13 ribelli nella stessa zona. “Due volte ci hanno colpiti per errore”, ha detto Belgassim Awamy, un volontario dei ribelli vicino a Ajdabiya. “La Nato è un’alleanza contro il popolo libico”, ha invece accusato un altro ribelle, Alaa Senudry.

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