la rivolta vista da vicino
Libya
- “Non è che il resto del mondo sia così differente, ma sembra quasi che qui in Africa non possano esistere entità astratte come la libertà, la felicità, la speranza. Ogni volta che un regime è stato ribaltato, ciò che ne è venuto fuori si è spesso dimostrato peggiore del precedente”.
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Shabaab in arabo significa letteralmente gioventù. Gli shabab, dunque, sono i giovani. Sicuramente sono diventati i protagonisti della rivolta in Libia, il nocciolo duro che ha innescato l’insurrezione. Per Gheddafi sono estremisti di al Qaeda “in preda ad allucinogeni sciolti nel Nescafé”. Per il presidente americano Barack Obama sono invece ragazzi “alla ricerca di un modo di vita migliore”. Tutti rigorosamente volontari, fra i giovani guerrieri c’è di tutto: dai teppisti di strada agli studenti universitari, dai disoccupati agli operai. Ma anche mercanti ed ex soldati, tutti con i calci dei fucili (così come le facce) dipinti di rosso verde nero, la bandiera pre rais. Il loro modo di combattere spesso è più rumoroso che concreto: vanno al fronte cantando e sparando in aria, su e giù per il deserto sugli improvvisati gun-wagons, i pick up su cui sono montate alla buona le mitragliatrici. Una volta ne ho visti quattro con un solo kalashnikov, se lo passavano. Certamente non sono soli. Ci sono religiosi e probabilmente qualche jihadista come istruttore. Ma, oltre all’irresistibile entusiasmo giovanile, la loro molla è la rabbia che cresce ad ogni lutto. Nessuno sa ancora come finirà.Blog Stats
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#1 by pinoscaccia on ottobre 17, 2011 - 5:31 pm
Khamis Gheddafi, uno dei figli del rais libico deposto Muammar Gheddafi, è morto il 29 agosto: lo sostiene al-Rai, una tv siriana vicina all’ex regime di Tripoli. Lo scrive sul suo sito web l’agenzia Reuters, precisando che Khamis sarebbe morto combattendo a sud della capitale.Secondo l’emittente, Khamis era alla testa di una brigata militare di elite ed è la vittima di più elevato grado nel campo dei fedeli del dittatore rovesciato, da quando il conflitto è iniziato. Al-Rai aggiunge che tra le vittime c’è anche un suo cugino, Mohammed Abdullah al-Senousi, uno dei responsabili dell’intelligence di Gheddafi. Gli scontri si erano verificati a Tarhouna, ad un centinaio di chilometri a sudest di Tripoli.
#2 by Walter on ottobre 19, 2011 - 11:48 pm
Non me ne intendo di addestramento militare, figuriamoci, ho fatto solo il servizio di leva. Ma nella foto, l’ unico che tiene correttamente in mano uno strumento è il chitarrista.
Quello a sinistra, in mimetica e ciabatte (pensa te) non si rende conto che una mitragliatrice come quella non va tenuta con una mano sola. Se parte un colpo solo si ritrova una bella tranvata in testa della canna; il ragazzo al centro, in verde, se spara, si spacca la caviglia per il rinculo dell’ AK 47 russo; l’ uomo a destra addirittura che gli punta l’ arma, magari senza sicura.
Quanto entusiasmo a suon di musica!
#3 by pinoscaccia on ottobre 19, 2011 - 11:49 pm
Infatti i professionisti mica sono i libici…. Ho visto di peggio…